Azerbaijan

Biennale Arte 2022 / Born To Love

Emin Mammadov

Divine Perfection


Stiamo vivendo una vita reale, o il nostro mondo è solo una simulazione ben fatta, e noi siamo solo linee in un codice informatico, zeri ed uno? Qualcuno più intelligente di noi, più avanzato e tecnologicamente superiore alla nostra civiltà, ha creato tutto questo mondo, l'universo - per caso, come un esperimento, o forse per divertimento.


Quest'anno il padiglione dell'Azerbaijan è orgoglioso di presentare Born to Love, una mostra di opere di sette artiste azere contemporanee, che attinge al fenomeno della Coscienza Infinita dell'Universo. Il numero delle partecipanti non è affatto casuale.


Dall'alba dei tempi, il numero 7 ha un posto speciale, che affascina ed incuriosisce. Questo numero è anche un simbolo benefico e protettivo di particolare forza. Il suo aspetto mistico ha spalancato le porte a molte credenze e superstizioni. Spesso considerato un numero sacro, il numero 7 porta in sé qualcosa di spirituale, di eterno. Inoltre, vi è la linea diretta che collega le partecipanti con le Sette Bellezze dell'esimio filosofo e pensatore azero Nizami Ganjavi (l'anno scorso è stato dichiarato l'Anno di Nizami Ganjavi in Azerbaigian). La trama del poema è basata sulla leggenda dello Scià sassanide Bahram Ghur (420 - 439). Quasi la metà dell'intero poema consiste nelle sette storie delle mogli di Bahram - regine che vivono in sette palazzi, ognuno dei quali, secondo l'antica mitologia, è dedicato ad un pianeta e ad un giorno della settimana con un colore corrispondente. Ed ogni “palazzo” di ciascuna delle partecipanti riflette la profonda filosofia di questo capolavoro della letteratura.


Nell'installazione di Zhuk l'elemento acqua è usato come l'ambiente che è alla base della nascita dell'umanità, a partire dal grembo materno.


L'arte di Infinity ci immerge nell’oceano, dove le perle di percezione e saggezza possono essere nostre da afferrare e recuperare. Il suo progetto è guidato da un bisogno di essere un tutt’uno con l’essenza della natura e del mondo in cui viviamo.


Ramina Saadatkhan riunendo diverse estetiche e stili combina tecniche di collage pop-art con elementi di espressionismo astratto.


Fidan Kim nel suo progetto riflette l'evoluzione dell'umanità, il rapporto dell'uomo con gli animali e il principio fondamentale della vita, che è la sopravvivenza del più forte. La lotta dell'uomo con se stesso e con l'ambiente. E che in questo momento la protezione dell'ambiente, degli animali in particolare, è una priorità assoluta per tutti noi.


La figura della scultura di Fidan Akhundova riflette le diverse fasi della vita della donna. Non sappiamo cosa aspetta la donna che fa quel passo, il salto nell'ignoto. Il viaggio che stiamo per intraprendere è pieno di dubbi e difficoltà, ma è un viaggio più consapevole e più libero.


Sabiha Khankishiyeva con il suo progetto - tutto ciò che ci circonda, dal nostro ambiente alle più piccole cellule del nostro corpo, è composto da una moltitudine di elementi che si replicano. Nella scienza, tale fenomeno è definito geometria frattale. E pertanto, non possiamo negare la connessione tra il nostro subconscio, la coscienza e questo mondo. Anche l'occhio umano ama trovare questa simmetria in cui si manifesta la totalità dell'armonia.


Con le sue immagini della vita che ci circonda, di ogni oggetto o momento non solo captati dalla macchina fotografica, ma piene di significato nascosto Agdes Baghirzade cerca di portarci più vicino alla perfezione divina.


L'uomo è un essere che è costantemente alla ricerca di se stesso e che in ogni momento della sua esistenza mette alla prova e riesamina le condizioni della sua stessa esistenza. In questo atteggiamento critico verso la propria vita risiede il suo vero valore.


L'unica cosa che conta per l'uomo è l'installazione interiore dell'anima, il principio interiore, il privilegio dell'uomo e il suo dovere primario, inteso in un senso ampio, che ha una base non solo morale ma anche metafisica universale.


L'uomo conosce il mondo attraverso i sensi: la vista, il tatto, l’udito… Ma siamo sicuri di ciò che sentiamo? Siamo certi che un sogno sia davvero un sogno, e che al risveglio troveremo la “vera” realtà e non un altro sogno?


Emin Mammadov
Curatore del Padiglione dell’Azerbaigian